Sono la fortunata padroncina di Toffee, un bellissimo barboncino maschio di 9 anni.
Il Veterinario che lo segue , nel corso della visita per la vaccinazione, ha riscontrato che Toffee ha i denti coperti dal tartaro e mi ha detto che deve fare la detartrasi; però ha anche aggiunto che il cane deve essere anestetizzato .
Io ho paura a fargli fare un anestesia: volevo un vostro parere in proposito.
Il collega che ha visitato Toffee evidentemente ha riscontrato una patologia paradontale che necessita sicuramente di un trattamento specifico.
L’anestesia può comportare un rischio, il quale però viene valutato dal medico veterinario con una serie di esami preanestesiologici.
L’iter corretto da seguire prevede uno screening ematochimico, che consiste in un prelievo ematico per eseguire un emocromo e un profilo biochimico, che valutano rispettivamente la serie bianca, rossa e le piastrine nel sangue e i principali parametri epatici, renali e le proteine totali.
Inoltre è necessario eseguire un’attenta auscultazione dell’apparato cardiorespiratorio e una radiografia del torace dell’animale per poter escludere eventuali patologie a carico del cuore o dei polmoni, supportato, infine, da un’elettrocardiogramma se si sospettano aritmie o alterazioni cardiache.
In base all’esito di questi esami l’anestesista è in grado di valutare l’eventuale rischio che comporta l’anestesia del soggetto e discuterne serenamente con il proprietario.
È importante inoltre ricordare che attualmente le normali procedure anestesiologiche sono molto più sicure rispetto ad alcuni anni fa e l’uso di precisi protocolli e dell’anestesia gassosa con intubazione del paziente e il monitoraggio cardiaco, pressorio e respiratorio continuo del paziente rappresentano la migliore tecnica con ulteriore diminuzione degli eventuali rischi.
Quindi mi sento di rassicurarla, naturalmente accertandosi che il suo medico veterinario segua tutte le corrette procedure.
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Sapevate che esistono i gruppi sanguigni anche per i nostri amici a quattro zampe?
Un breve esame del sangue può rivelarsi di fondamentale importanza per la vita del vostro amico….e per quella di cani e gatti che, a causa di incidenti o malattie gravi, necessitano ti trasfusioni urgenti.
Anche per loro quindi è molto importante essere a conoscenza del gruppo sanguigno in caso di incidente automobilistico o di altra patologia ( Piroplasmi, Erlchia, Leishmania, Mycoplasma felis, ecc.) che provochi in modo diretto o indiretto uno stato di grave ANEMIA.
In questi casi infatti può rendersi necessario effettuare una TRASFUSIONE d’urgenza.
I Medici Veterinari che effettueranno questa operazione avranno la necessità di essere a conoscenza del gruppo sanguigno del ricevente e del donatore, perdendo del tempo prezioso qualora questi non siano mai stati testati in precedenza.
Otto antigeni specifici sono stati identificati sulla superficie degli eritrociti dei cani.il gruppo sanguigno del cane accettato a livello internazionale, il DEA (dog erythrocyte antigenes), è basato su questi antigeni. Esso correttamente caratterizza otto comuni gruppi sanguigni, gli antigeni DEA 1.1 DEA 1.2 DEA 3 DEA 4 DEA 5 DEA 6 DEA 7 E DEA 8. E’ calcolato che il 40% della popolazione canina è DEA 1.1.un cane con gruppo sanguigno DEA 1.1 positivo può ricevere sangue da entrambi i tipi: DEA 1.1 positivo e negativo. Un gruppo con gruppo Dea 1.1 negativo può ricevere solo sangue rigorosamente DEA 1.1 negativo.
E’ stato descritto nei gatti un sistema di gruppi sanguigni consistente in due antigeni espressi sia da soli che in combinazione: Tipo A,Tipo B e tipo AB.gli antigeni non sono correlati con gli antigeni ABO umani e sono definiti da alloantisieri felini.la frequenza dei gruppi sanguigni è variabile a seconda delle le razze.
La mia gattina Penny ha 8 anni ed è sempre stata benissimo. Solo nelle ultime settimane l’ho vista un po’ più mogia, mangiava di meno e aveva l’alito che “profumava” di aglio!!!
Io pensavo che fosse per il tartaro, invece il mio Veterinario mi ha detto che potevano essere i reni; ha fatto delle analisi delle urine e del sangue e ha riscontrato una “insufficienza renale”.
Io non riesco a capire come faccia ad essere così ammalata, se fino a pochi giorni fa sembrava “la salute fatta gatto”! Vorrei inoltre sapere se potrebbe morire o se è curabile.
Si affidi con fiducia al Collega che ha impostato l’iter diagnostico corretto, effettuando immediatamente le indagini necessarie.
Non si senta in colpa per non avere notato subito dei sintomi di quest’insufficienza renale, in quanto i gatti si comportano come “animali selvatici” e non fanno “vedere” di essere ammalati, perché nella vita non domestica, questo significherebbe essere scacciati dal branco e cacciati dai predatori.
Purtroppo dobbiamo anche prendere in considerazione che l’aspettativa di vita media di un gatto è di 12-18 anni, quindi la piccola Penny, benché per Lei sia ancora una cucciola, è da considerarsi un animale alle soglie della terza età, con tutti gli “acciacchi “ che da questa derivano.
Per ciò che concerne la prognosi, in altre parole la qualità e la possibilità di sopravvivenza della gattina, solo il Veterinario curante può dare delle indicazioni, e queste saranno in funzione delle analisi, dello stato clinico, dell’esito di eventuali ecografie e lastre effettuate; è inoltre molto indicativo il follow up a 15 –30 giorni, in quanto alcuni animali rispondono molto bene alle terapie e alle diete per l’insufficienza renale.
Abito in campagna, con 2 cani fantastici che vivono sia in casa che nel giardino.
Quest’anno la femmina ha preso le zecche nonostante il collare antiparassitario.
Desidero sapere cosa devo fare per far sì che questo non accada più e, soprattutto, quali rischi corrono i cani quando vengono punti da questi parassiti.
Le zecche sono parassiti che vivono la maggior parte della loro vita nell’ambiente esterno e non sull’animale ospite.
Nei nostri giardini aspettano che passi l’animale sui cespugli, sui fili d’erba abbastanza alti, sui muri e reti di recinzione. Una volta che passa l’ospite si ancorano piuttosto rapidamente alla sua cute e iniziano il loro pasto a base di sangue. I parassiti rimangono attaccati all’ospite per un periodo variabile da due - tre giorni ad una settimana.
Asportare le zecche una volta presenti sull’animale è abbastanza difficile e se non si effettua una corretta manovra il rischio è quello che la testa del parassita rimanga all’interno della cute dell’animale rischiando la formazione di un granuloma da corpo estraneo e/o un’infezione batterica.
Per prevenire l’infestazione da zecche è opportuno applicare o dei collari specifici per le zecche o dei prodotti spot-on a base di permetrina, o fipronil almeno una volta al mese.
Questi prodotti, come d’altronde quelli che utilizziamo noi come repellenti per le zanzare, non hanno una efficacia al 100 %, ma nell’arco di 12 – 24 ore dovrebbero provocare il distacco delle zecche eventualmente infestanti ed inibire così la trasmissione delle principali malattie infettive a volte letali per i nostri animali domestici.
Se il tuo giardino non è eccessivamente grande puoi anche utilizzare la permetrina per disinfestare i muri e le recinzioni. Trovi dei prodotti concentrati da diluire poi con acqua nei negozi per animali o nei consorzi agrari.
Le principali patologie trasmesse dalle zecche sono:
la PIROPLASMOSI: l’agente infettivo “piroplasma o babesia” parassita i globuli rossi e provoca gravi danni epatici e renali. I primi sintomi sono in genere vomito, depressione ed urina color “coca cola”. La diagnosi si effettua con un semplice prelievo di sangue ed in genere l’animale deve essere ospedalizzato per le cure.
In commercio esiste un vaccino specifico da utilizzare nei cani particolarmente a rischio.
La BORELLIOSI: in questa patologia non si hanno dei sintomi specifici ma solo febbre, inappetenza, disturbi articolari. Questa patologia può colpire anche l’uomo ed è conosciuta come malattia di Lyme.
La EHRLICHIOSI: il parassita è una rickettsia ed è una patologia mutisistemica che provoca sintomi oculari, neuromuscolari, ed articolari. La diagnosi anche per questa patologia si effettua attraverso un semplice prelievo di sangue.