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"Il mio gatto tossisce, perché?"

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Sono moltissime le cause che provocano la TOSSE nei nostri Amici a 4 zampe, dobbiamo sempre ricordare che LA TOSSE È UN SINTOMO, NON UNA MALATTIA:
La malattia è la causa della tosse, e, se non si fa la DIAGNOSI, non si possono dare le TERAPIE CORRETTE.
Dare uno sciroppino per la tosse, o un antinfiammatorio o, peggio, del cortisone, per togliere la tosse, senza curare la malattia, non serve a niente, anzi, il cortisone e gli altri farmaci antinfiammatori o gli antibiotici, dati senza necessità, alterano le difese immunitarie e possono provocare un gravissimo peggioramento del quadro clinico del paziente.
Anche gli antibiotici, dati in modo indiscriminato, possono provocare ANTIBIOTICO-RESISTENZA, cioè, selezionare batteri che non rispondono più alle terapie, non solo negli animali, ma anche nell'uomo e nei bambini.
Una delle principali cause di tosse, che non risponde ai normali trattamenti farmacologici, è la...

PARASSITOSI POLMONARE
strongilosi del gatto Aelurostrongylus abstrusus

 

gatto e ciclo vitale degli strongili nel gatto

 

 L'aelurostrongilosi è causata da, un nematode metastrongilide che infesta bronchioli, dotti alveolari ed alveoli; polmonari del gatto, ospite definitivo.

In genere non provoca gravi sindromi respiratorie, ma, in soggetti giovani o debilitati per patologie concomitanti, quali FIV, FELV, FIP, emobartonella, può essere MORTALE.

Negli ultimi anni, a livello dell'intero territorio europeo, sono stati riscontrati moltissimi casi di Aelurostrongylus abstrusus, che evidenziano un incremento di tale patologia.

I parassiti adulti sono molto piccoli, dai 4 ai 10 mm (la femmina è leggermente più lunga del maschio); vivono principalmente all'interno di noduli che si formano nell'albero bronchiale, nei dotti alveolari e negli alveoli dell'ospite definitivo, il gatto domestico.

Occasionalmente anche i cani e altri canidi e felidi selvatici possono fungere da ospiti definitivi.

Le femmine adulte dopo l'accoppiamento depongono uova che maturano e schiudono nel parenchima polmonare, liberando larve di primo stadio (L1).

aelurostrongylus abstrususLe L1 risalgono attivamente, in circa 15 giorni, le vie respiratorie profonde giungendo in trachea, da dove, aiutate dai colpi di tosse, arrivano in laringe e faringe e, successivamente, deglutite. Le larve attraversano le pareti dell'apparato gastro-enterico e vengono espulse tramite le feci. Nell'ambiente esterno proseguono il loro sviluppo all'interno di OSPITI INTERMEDI: ALCUNE SPECIE DI LUMACHE, molluschi gasteropodi.

Le larve raggiungono il terzo stadio larvale (L3), infestante per l'ospite definitivo. Oltre al gatto, altri animali, come rettili, piccoli roditori e uccelli, possono fungere da ospiti paratenici, in cui il parassita resta vitale e infestante, seppur non proseguendo il proprio sviluppo.

Questi animali mangiano le lumache e, con esse, le larve degli Strongili, le quali si localizzano in vari distretti, dove sopravvivono a lungo in attesa di proseguire il ciclo biologico.

Il ciclo del parassita continua quando un gatto recettivo ingerisce il mollusco infestato oppure una mammifero o un rettile o altra preda in grado di fungere da ospite paratenico del nematode.

Le L3 ingerite penetrano nella mucosa gastroenterica e tramite il circolo linfoematico raggiungono il polmone. In circa due settimane mutano altre due volte e diventano adulte.

Circa un mese dopo l'infestazione le femmine iniziano ad ovodeporre. Le L1 iniziano ad essere presenti nelle feci dalla 5a-6a settimana e l'eliminazione dura da pochi mesi ai 2 anni.

Le condizioni climatiche e la diffusione ubiquitaria degli ospiti intermedi e paratenici, oltre alla recettività della popolazione felina influenzano la presenza e la distribuzione dell'aelurostrongilosi felina.

La disponibilità di piccoli uccelli, topi, lucertole, cioè degli ospiti paratenici, influenza l'epidemiologia della parassitosi in misura maggiore rispetto a quella degli ospiti intermedi perché il gatto si infesta più facilmente ingerendo le prede vertebrate, piuttosto che i molluschi stessi, poco appetibili. Inoltre, gli ospiti paratenici offrono al parassita la possibilità di essere presente sul territorio durante tutto l'anno solare e, pertanto, tale disponibilità non è soggetta ai problemi di sopravvivenza dei molluschi dovuti ai cambiamenti climatici stagionali. Il tasso di infestazione risulta maggiore nei gatti giovani, che vivono in zone rurali o periurbane, e con possibilità di venire a contatto e ingerire ospiti intermedi e/o paratenici.

Aelurostrongylus abstrusus ha diffusione cosmopolita e, in Europa, è endemico soprattutto nelle regioni mediterranee, ma è stato segnalato anche in aree centro-settentrionali (Olanda, Danimarca, Regno Unito, Norvegia, Germania) ed orientali (ex-Yugoslavia, ex-Repubblica Cecoslovacca, Polonia, Ungheria). In Italia il nematode è diffuso su tutto il territorio nazionale, con regioni (ad es., Lazio, Abruzzo e Puglia) in cui il tasso di infestazione può raggiungere il 20%.

SINTOMATOLOGIA

Il più delle volte i sintomi sono aspecifici e sovrapponibili a quelli di altre affezioni respiratorie feline, come infezioni virali e batteriche, parassitosi causate da funghi, come blastomicosi, criptococcosi e istoplasmosi, da protozoi, come la toxoplasmosi, o da elminti, come la paragonimosi e la capillariosi polmonare, riniti allergiche o linfoplasmocitarie, presenza di corpi estranei, polipi nasofaringei, asma, broncopolmonite eosinofilica, neoplasie. Nei soggetti adulti e in buona salute e se il numero di parassiti è scarso, l'infestazione può decorrere in forma asintomatica o quasi cioè può essere in forma autolimitante.

I sintomi sono causati dalla risposta immunitaria dell'ospite agli antigeni cuticolari liberati durante le mute da L3 a stadio adulto, dalla deposizione delle uova, in grado di causare infiltrazione di cellule infiammatorie e formazione di noduli, ascessi o granulomi, e dall'azione meccanica e traumatica delle L1 che risalgono attivamente le vie respiratorie.

In genere la sintomatologia è ha un carattere cronico, osservabile da un mese fino a 7 mesi-2 anni dall'infestazione. Il decorso è più grave negli animali con difese immunitarie compromesse o insufficienti, nei gatti giovani, e se c'è una carica infestante elevata o in caso di continue re-infestazioni; in alcuni casi può anche essere mortale.

Il sintomo più comune è una tosse cronica, lieve-moderata e resistente alla terapia antibiotica, sovente non produttiva, persistente, e che si aggrava in corso di esercizio fisico o durante le visite cliniche con le manipolazioni.

Comunemente si ha anche scolo nasale e starnuti, scolo muco-purulento oculo-congiuntivale e, a volte, facile affaticabilità, dispnea/tachipnea, dimagrimento, anoressia, vomito e diarrea.

La sintomatologia può aggravarsi soprattutto tra le 6 e le 13 settimane dopo l'infestazione, periodo in cui la deposizione delle uova raggiunge i valori massimi.

In presenza di un numero elevato di adulti e dalla conseguente deposizione simultanea di centinaia di uova, possono comparire COMPLICAZIONI CARDIACHE, PNEUMOTORACE, TOSSE PAROSSISTICA, CRISI ASMATICHEI E INSUFFICIENZA RESPIRATORIA, SOPRATTUTTO NEL PERIODO APPENA PRECEDENTE ALLA MORTE.

DIAGNOSI

La diagnosi clinica dell'aelurostrongilosi, è quasi impossibile, a causa dell'aspecificità del quadro, si può, al limite, formulare un sospetto diagnostico, in base al segnalamento e all'anamnesi.

reperto radiologico polmonare nel gattoLe Lastre possono fornire un valido ausilio per supportare un sospetto ma non permettono di avere una diagnosi certa, poiché le alterazioni polmonari variano in relazione al periodo dell'infestazione e al grado di compromissione del parenchima. Si può evidenziare lieve opacità bronchiale e lesioni focali alveolari mentre durante le infestazioni dei primi stadi larvali, mentre, dalla 5a alla 15a settimana dall'infestazione, compare un pattern alveolare generalizzato, soprattutto nei gatti giovani ed in quelli con gravi infestazioni. Tra le 11 e le 40 settimane diventano evidenti le alterazioni più gravi, rappresentate da aumento dell'opacità interstiziale, addensamenti delle pareti bronchiali, incremento del pattern vascolare, soprattutto a carico del lobo destro caudale, congestione polmonare, ingrandimento delle arterie polmonari lobari ed effusioni pleurali.

L'unica possibilità per conseguire una diagnosi di certezza è cercare le sue larve nel gatto parassitato. Tuttavia, indipendentemente dalla metodica utilizzata, risultati falsi negativi sono sempre possibili, in quanto le larve non sono mai eliminate in modo costante dall'animale, soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia. Le L1 di A. abstrusus possono a volte essere individuate nel lavaggio bronco-alveolare. Pertanto, l'esame copro-microscopico delle feci, condotto su campioni raccolti per 3 giorni consecutivi o a giorni alterni nell'arco di una settimana, rappresenta il metodo d'elezione per la diagnosi di aelurostrongilosi.

La tecnica che usa l'apparecchio di Baermann, è il gold standard per la diagnosi dell'aelurostrongilosi felina, in quanto è in grado di isolare ed identificare le larve in fase attiva e vitale. Le larve devono essere identificate sulla base delle caratteristiche morfometriche (lunghezza di 360-390 mm), della morfologia della testa, arrotondata e dotata di un'apertura orale terminale, e della coda, con estremità ad S provvista di una breve appendice spinosa dorsale.

L'esame di Baermann presenta una sensibilità di poco inferiore al 100%, ma necessita di circa 24-36 ore per l'esecuzione e richiede competenze specifiche per l'identificazione del parassita. Vi possono essere risultati falsi negativi a causa dell'eliminazione incostante delle larve e perché i gatti potrebbero presentare sintomi anche prima che il parassita raggiunga la maturità sessuale.

Negli ultimi anni si utilizzano anche metodiche di biologia molecolare in grado di rilevare il DNA del parassita sia nelle feci sia nel muco dei gatti infestati, anche quando i campioni risultano negativi alle metodiche classiche.

TERAPIA

La somministrazione ripetuta di antielmintici ad uso orale può risultare difficoltosa soprattutto in soggetti indocili o in animali selvatici o ferali mentre le preparazioni spot-on hanno il vantaggio di essere in un'unica dose e sono semplici da applicare.

  • Fenbendazolo al dosaggio di 50 mg/kg per os per 5-15 giorni consecutivi è molto efficace ma sono stati segnalati casi di ricomparsa di larve nelle feci dopo 10 – 20 giorni dal trattamento.
  • L'ivermectina off label per via sottocutanea o intramuscolare presenta efficacia variabile a seconda del dosaggio, inoltre, nei gattini sono segnalati casi di tossicosi anche mortale a seguito della somministrazione della molecola. Tra i lattoni macrociclici, l'ivermectina off label per via parenterale presenta efficacia variabile a seconda del dosaggio e, inoltre, nei gattini sono segnalati casi di tossicosi anche mortale a seguito della somministrazione della molecola.
  • Selemectina spot-on presenta efficacia non sempre soddisfacente.
  • Preparazioni spot-on contenenti Imidacloprid 10%/Moxidectina 1% ed Emodepside 2.1%/Praziquantel 8.6%, applicate in singola dose. Efficace al 100 %.
  • Pasta orale contenente Fenbendazolo 18.75%, somministrata al dosaggio di 50 mg/kg per 3 giorni consecutivi. Efficace al 99 %.

Bibliografia

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